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Contratto di comodato uso gratuito: cos’è e quando è possibile farlo

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II contratto di comodato d’uso gratuito è un accordo tra due parti, solitamente stipulato per la concessione di un immobile per un dato periodo temporale. Oggetto del contratto potrebbe essere anche una tipologia di beni mobili diversi ma si utilizza prevalentemente nell’ambito immobiliare.

Le parti in causa, come previsto dal Codice Civile, sono il proprietario del bene, comodante, e colui che riceve il bene in uso, il comodatario. Il contratto prevede che l’immobile venga concesso in uso per un periodo di tempo determinato e venga usato per uno scopo specifico.

Si tratta di un tipo di contratto molto frequente in Italia, all’interno dell’ambito familiare. Spesso i genitori lo sottoscrivono per consentire al figlio di vivere in un’altra casa di proprietà.

E’ una formula contrattuale molto vantaggiosa per ambedue le parti: il proprietario ottiene significative detrazioni fiscali e colui che usufruisce del bene non deve versare spese per l’affitto.

Ma vediamo nello specifico come funziona, quali vantaggi offre, quanto dura e come si effettua la registrazione sapendo che per maggiori informazioni potete chiedere alla nostra agenzia Houstate che si trova a Scafati in Via Martiri D’Ungheria 303.

Come funziona il comodato uso gratuito

Il comodato uso gratuito è un contratto a tutti gli effetti e può essere redatto sia in forma verbale che in forma scritta. Sono entrambe valide ma la seconda offre maggiori tutele per le parti. Molto spesso viene erroneamente considerato come un contratto di affitto ma si tratta di un accordo completamente diverso.

Il comodato uso gratuito come si evince dalla denominazione stessa è a titolo non oneroso mentre il contratto di affitto prevede il versamento di una somma di denaro per poter usufruire del bene.

Entrambe le parti hanno degli obblighi ben precisi. Il comodatario si impegna a mantenere in buono stato l’immobile, a non subaffittare i locali se non previa autorizzazione e consenso del comodante e a lasciare l’immobile qualora venga richiesto dal proprietario, anche prima della scadenza del contratto.

Se questi accordi non vengono rispettati il comodante può riavere il suo immobile subito e chiedere al comodatario anche un eventuale risarcimento in presenza di danni.

A sua volta il comodante deve sostenere le spese di manutenzione straordinarie della casa. Deve poi fare presente a colui che usufruisce del bene eventuali difetti dell’immobile. Nel caso le spese vengano anticipate dal comodatario il proprietario è tenuto poi a rimborsarle. In alcuni casi c’è un diritto al rimborso anche per le spese ordinarie, che il comodatario può avanzare al proprietario.

Contratto di locazione transitoria

Quanto dura e come si registra il comodato uso gratuito

Una delle peculiarità del contratto comodato uso gratuito è la temporaneità. Generalmente si tratta di un accordo limitato nel tempo per cui la sua durata è piuttosto breve. Spesso viene definito comodato precario quando nel contratto non è segnata la scadenza.

In questo caso, in mancanza di una data certa relativa al termine del contratto, il comodante può richiedere l’immobile in qualsiasi momento, anche senza nessun tipo di preavviso. Per avere valore contrattuale il comodato uso gratuito deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla sua stipula.

Poi questo dev’essere segnalato al Comune in cui si trova la casa. Un altro criterio imprescindibile per stipulare l’accordo è che il comodante risieda nello stesso Comune.

Inoltre il comodatario per poter ricevere l’immobile in uso gratuito lo deve utilizzare come abitazione principale. La registrazione prevede l’utilizzo del modello 69, il versamento di un’imposta di registro pari a 200 euro tramite il modello F24 e l’apposizione di una marca da bollo da 16 euro ogni quattro pagine del contratto.

Se il contratto viene stipulato a tempo indeterminato l’imposta di bollo si versa una volta soltanto mentre se va rinnovato va pagata ogni qualvolta si stipuli un nuovo contratto, anche se si rinnova un accordo a tempo determinato.

All’Agenzia delle Entrate si possono registrare anche i contratti verbali che riguardano gli immobili. In questo modo si può accedere lo stesso alle detrazioni fiscali IMU/TASI previste dalla legge di stabilità del 2016.

Comodato uso gratuito e agevolazione IMU/TASI

Le agevolazioni fiscali riguardano soltanto il comodante che, specialmente se l’immobile oggetto del contratto è una seconda casa, beneficia di importanti detrazioni. Esse consistono in una riduzione del 50% della base imponibile IMU e TASI.

Si possono ottenere soltanto se le parti hanno un rapporto in linea diretta, ovvero di primo grado come padre e figli e se il contratto è regolarmente registrato. Altra condizione essenziale è quella che l’immobile sia utilizzato come abitazione principale e che non rientri nelle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A9).

Per maggiori informazioni potete contattarci anche al numero 081 2591 376.

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